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Scooter elettrico in città, conviene? La mia prova con Askoll NGS3 #adessonewsitalia

Il 2022 ha segnato un cambio di marcia per il mercato dell’elettrico dedicato alla mobilità urbana, e in particolare per gli scooter elettrici, visto che nei primi otto mesi dell’anno si è registrata una crescita decisa, con un incremento del 69,3% sul 2021 e 11.953 veicoli immessi sul mercato, trainati dagli scooter con +77,5% e 7.043 unità.

A quanto pare c’è una trasformazione in corso, ed è un fenomeno che vale la pena indagare. Ho provato a mettermi nei panni di uno scooterista elettrico per una decina di giorni, a bordo di un Askoll NGS3 (di cui avevamo provato anche il monopattino a tre ruote e visitato lo stabilimento dove producono le batterie, ricordate?), per capire i pro e i contro della transizione elettrica per questo tipo di mezzi. Ecco com’è andata!

Errata corrige: articolo aggiornato con il costo corretto della ricarica elettrica, che è ancora meno della stima precedente.

LO SCOOTER

Io vengo da un Liberty 125 con motore termico che mi accompagna ormai da parecchi anni, sia quando abitavo e lavoravo sul lago di Lecco che adesso, a Milano. Visto che il mio ufficio in realtà è dall’altra parte della città, la percorrenza è più o meno la stessa, anche se il tempo per percorrere gli stessi chilometri aumenta parecchio, almeno di giorno, a causa del gran numero di semafori che punteggiano i viali cittadini.

Il lato positivo però è che c’è qualcosa che delle soste ai semafori e dei rallentamenti tipici delle città riesce a fare tesoro, se non in termini di tempo almeno in termini di energia. Sto parlando dei veicoli elettrici, di cui una delle peculiarità è la possibilità di recuperare energia grazie alla frenata rigenerativa e ricaricare così un po’ le batterie.

È questo il caso anche dello scooter che mi ha accompagnata nella mia avventura elettrica, l’Askoll NGS3 model year 2022. Il più potente della gamma NGS realizzata in collaborazione con ItalDesign, nella versione aggiornata all’anno corrente presenta alcune novità come le ruote maggiorate, un nuovo display, nuove colorazioni e nuove grafiche.

L’estetica è più tradizionale rispetto ai modelli più “snelli” della linea EVO, ma mantiene linee moderne ed essenziali a cui aggiunge uno scudo più protettivo, mentre le prestazioni sono più grintose. Il motore elettrico brushless da 2.700 W consente di raggiungere una velocità massima di 66 km/h e promette un’autonomia media di 87 km; questo aspetto dipende molto dalla modalità in cui lo si utilizza, ma ve ne parlo più avanti.

Ad alimentarlo due pacchi batteria agli ioni di litio con una capacità complessiva di 2.800 Wh, che pesano ognuno 7,6 kg. L’impianto frenante ha un sistema CBS per una maggiore sicurezza in qualsiasi condizione di utilizzo, e ho particolarmente apprezzato la pinza del freno a disco con un color verde lime a contrasto rispetto al resto della carrozzeria. Sul nuovo design i cerchioni montano degli pneumatici che all’anteriore diventano di 90 /80 – 16’’ e al posteriore 110 / 10 – 16’’.

COMFORT DI GUIDA E MANEGGEVOLEZZA

La qualità costruttiva è molto buona, e devo dire che questo Askoll si è dimostrato molto stabile e con una buona aderenza in curva. Il peso è ben distribuito – si parla di 73 kg senza batterie – anche con il bauletto, e le ruote alte lo rendono agile da maneggiare in mezzo al traffico cittadino.

Il cicalino che manifesta la nostra presenza agli altri utenti della strada, in ottemperanza alle nuove norme del Codice della Strada, si attiva solo quando ci si muove a bassa velocità e in retro e non l’ho trovato fastidioso; al massimo ha suscitato qualche curiosità negli altri scooteristi fermi ai semafori.

La sella biposto è ben imbottita e comoda, potete portare un passeggero che gioverà delle pedaline estraibili molto stabili; dalla parte posteriore della sella mi hanno riferito che gli ammortizzatori sono abbastanza rigidi.

Il nuovo display digitale multicolore retroilluminato ha visto una riorganizzazione delle informazioni che lo rendono più leggibile e, a proposito di cose smart, c’è anche un’app dedicata che si chiama Askoll Smart Drive; molto utile per visualizzare le proprie metriche di utilizzo e i propri percorsi.

MODALITÀ DI GUIDA E AUTONOMIA

Le modalità di utilizzo sono tre: eco, normale e power, che regolano la velocità del mezzo e di conseguenza l’autonomia residua. Nel traffico cittadino io preferisco poter contare su un po’ più di brillantezza per potermi togliere di mezzo quando si creano delle situazioni affollate o per poter sorpassare in serenità, e quindi ho usato soprattutto la modalità power, che raggiunge la velocità massima di 66 km/h o quella normale che si ferma a 50 km/h.

Solo in situazione di necessità, quando volevo sfruttare al massimo l’autonomia residua, ho provato la modalità eco che permette di andare al massimo a 30 km/h e devo dire che l’esperienza non è stata male, ma soprattutto ha fatto ciò che doveva: portare me e il mio passeggero alla meta, con qualche km ancora di autonomia.

Le prestazioni sono in linea con quanto mi aspettavo, poco meno di uno scooter di cilindrata 100 con motore termico. Non il più brillante ai semafori, ma la potenza a disposizione è tutta quella necessaria per muoversi in città con qualche boost quando serve grazie alla modalità power. L’esperienza di guida è quella tipica degli scooter elettrici, estremamente silenziosa, con tutta la potenza subito a disposizione e una buona dose di tecnologia necessaria a gestire le modalità e l’autonomia residua. Anche il recupero energetico può essere modulato in due declinazioni, più o meno intenso.

In una decina di giorni – di cui due festivi in cui non l’ho usato – ho percorso circa 22 km al giorno per un totale di 170 km, e per fare ciò sono state necessarie poco meno di 3 ricariche, di cui la prima in negozio. Quindi, sono partita il lunedì e l’ho ricaricato giovedì sera per prudenza, anche se avevo ancora un 20%. La mia percorrenza giornaliera è abbastanza elevata per uno scooter da città e non ho lesinato sulla potenza, quindi direi che con un utilizzo normale si potrebbe tranquillamente caricare ogni 5 giorni senza ansie da autonomia.

Le batterie sono estraibili, quindi per la ricarica si possono scegliere due alternative: o lo si ricarica direttamente in un garage, o comunque in prossimità di una presa lasciando le batterie al loro posto, o si tolgono dallo scooter e si portano a ricaricare da qualche altra parte, per esempio a casa o in ufficio; per esempio potete chiedere al vostro datore di lavoro se c’è questa possibilità.

Potendo scegliere, tra le due è sicuramente più comoda la prima opzione, perché basta collegare la spina Shucko alla presa ed è fatta; nel secondo caso invece dovrete trasportare tre elementi (le due batterie, ognuna con la sua maniglia, e l’alimentatore) fino alla presa e poi caricarle singolarmente; per la carica completa di ognuna ci vogliono quasi 3 ore, quindi conviene non scaricarle del tutto, cosa che d’altronde è sempre sconsigliata coi veicoli elettrici.

Il peso delle batterie per quanto mi riguarda è gestibile anche se non è una passeggiata, ma il discorso cambia in base alla corporatura; comunque l’ideale è trasportarle per brevi distanze (e, nel mio caso, con l’ascensore). Il caricatore indica quando le batterie sono completamente cariche ma non i livelli intermedi di ricarica, il che invece sarebbe stato utile visto che è importante che entrambe abbiano più o meno lo stesso livello di carica.

SPAZIO INTERNO E ACCESSORI

Lo spazio per riporre i propri oggetti all’interno del mezzo è oggettivamente poco, come spesso accade per gli scooter elettrici, perché la maggior parte del sottosella è occupato dalle batterie; c’è una retina sotto la seduta che vi permette di tenere qualche documento e un pochino di spazio si libera se decidete di lasciare a casa l’alimentatore, che serve solo al momento della ricarica.

Per questo motivo avrei apprezzato che magari, avendo lo scudo abbastanza ampio, fosse previsto anche un vano portaoggetti all’interno, mentre per il momento evidentemente si è scelto di dare il maggior spazio possibile alle gambe di chi è alla guida, o ai suoi pacchi e sacchetti della spesa, visto che il pianale è molto ampio.

Certo il casco comunque non ci starebbe, motivo per cui il bauletto è stata un’aggiunta decisamente utile, così come il porta-smartphone dotato anche di copertura antipioggia con cui mi sono trovata molto bene, che montato sul lato sinistro del manubrio permette anche di collegare lo smartphone alla presa USB-A per la ricarica.

A proposito di pacchi della spesa, una delle cose che ho apprezzato moltissimo è la presenza di ben due ganci, uno sotto la sella e uno nella posizione classica dietro lo scudo, per assicurare le proprie borse. Molto comodo, quello sotto la sella è perfetto per appenderci lo zaino e l’ho usato parecchio.

QUANTO CONVIENE?

Sicuramente nel bilancio di questa esperienza da scooterista elettrica ci sono da annoverare tanti pro: oltre a quelli che ho esposto fino a qui, uno che per me vale tutta l’esperienza è il silenzio in cui si viaggia. Si ha davvero l’impressione di impattare meno sull’ambiente, non solo per le emissioni zero a livello locale ma anche dal punto di vista acustico, tanto che il confronto con gli scooter endotermici li fa apparire rumorosi e decisamente amici dello smog che contribuiscono a produrre.

Dal punto di vista economico, facciamoci due conti: certo c’è stato un aumento del costo dell’energia elettrica, ma questo ovviamente dipende dalla sua origine (se ad esempio aveste un sistema fotovoltaico probabilmente la questione sarebbe diversa).

Comunque, per percorrere 170 km sono state necessarie approssimativamente 18 ore di ricarica con una Shucko, quindi se ad esempio spendete 0,28 centesimi al kWh, la spesa si aggira intorno ai 2 euro. In un mio mese tipico, il costo nell’utilizzo lavoro e tempo libero sarebbe meno di 5 euro. Anche il prezzo della benzina è cresciuto, quindi in base a quello di oggi che è 1,65 euro al litro, con uno scooter 125, ponendo un consumo di 30 km/l avrei speso quasi 10 euro, a cui aggiungere i costi di manutenzione e le altre spese legate al motore endotermico.

PREZZI E GARANZIA

Questo è il fattore più variabile perché dipende dallo scooter scelto. L’NGS3 che ho usato io è disponibile in tre colorazioni: titanium mat, gold e blu oceano, e di listino costa 4.790 euro. La cifra però diminuisce se si tiene conto dei bonus che vengono applicati a livello statale e locale: ad esempio se si è residenti nel comune di Milano si può accedere, oltre all’ecobonus statale, a quello riservato ai residenti. In questo caso si arriva a un prezzo di 1.829 euro con la rottamazione o di 3.312 euro senza rottamazione.

Anche l’assistenza post vendita e la garanzia dipendono dall’azienda a cui vi rivolgete: nel caso di Askoll, c’è una garanzia di tre anni su tutto il veicolo, eccetto le parti soggette a normale usura, e in Italia tra rivenditori e centri di assistenza si può contare su 200 punti a cui rivolgersi in caso di necessità, e i tempi per chiudere le pratiche sono quasi sempre inferiori ai due giorni.

E voi, avete mai provato uno scooter elettrico? Come vi siete trovati nel posto in cui vivete? Fatecelo sapere nei commenti, insieme alle vostre impressioni sull’esperienza elettrica.

VIDEO

Contenuto realizzato in collaborazione con Askoll

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