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Quota 103, cartelle cancellate, flat tax e taglio del cuneo: Manovra da 35 miliardi, ecco la bozza #adessonewsitalia


Trenta miliardi da usare, in larga parte per il caro-bollette, più cinque-sette che si potranno aggiungere sotto forma di fondi europei “dirottati” verso l’emergenza energetica. Sulla legge di Bilancio il governo accelera con la convocazione del Consiglio dei ministri per lunedì; seguirà qualche giorno dopo l’invio del testo in Parlamento. La bozza del provvedimento sta prendendo forma.

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Tra le misure in preparazione ci sono anche la detassazione dei premi aziendali di risultato e l’allentamento della pressione fiscale sugli affitti commerciali, con il passaggio alla cedolare secca. Nel capitolo pensioni l’orientamento è per un intervento morbido: la nuova forma di flessibilità in uscita permetterà di lasciare il lavoro a chi ha 41 anni di contributi con 62 di età: quindi una Quota 103 che però – in vista di una riforma più ampia – potrebbe preludere all’uscita con il solo requisito contributivo fissato a 41 anni e nessun vincolo anagrafico.

IL DOSSIER

Intanto è atteso in Gazzetta ufficiale il testo del decreto Aiuti quater approvato la settimana scorsa dal governo. Potrebbe arrivare domani e non è escluso che al suo interno trovi posto una rivisitazione del delicato dossier dei crediti fiscali legati anche ai bonus edilizi. Ne hanno parlato ieri sia il viceministro dell’Economia Maurizio Leo che il titolare dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Si parla di una possibile compensazione tra i crediti stessi e i debiti fiscali raccolti dalle banche tramite i modelli di pagamento F24 (come proposto da Abi e Ance). Oppure di un allungamento dei tempi per la cessione dei crediti (da 4 a 10 anni). Non è chiaro se questo passaggio possa avvenire già nella versione definitiva del provvedimento o invece durante l’iter di conversione parlamentare attraverso un emendamento. Se non direttamente in manovra. Lo stesso ministro dell’Economia Giorgetti, da Bali, ha ribadito l’insostenibilità Sul tema superbonus c’è anche la richiesta di Confedilizia di prevedere una fase transitoria più “morbida”: la scadenza al 25 novembre per poter fruire ancora della detrazione al 110 per cento (invece che al 90) rischia di creare problemi a molti proprietari. Confermata intanto dallo stesso ministro Leo l’ipotesi di uno specifico fondo per aiutare i potenziali beneficiari con reddito medio-basso, che con il nuovo assetto potrebbero essere poco propensi ad avviare i lavori.

Per il mondo del lavoro dipendente le novità dovrebbero venire da una più generosa detassazione dei premi aziendali di risultato, legati alla contrattazione di secondo livello. Attualmente sono sottratte all’imposta ordinaria le somme fino alla soglia di 3 mila euro, con una tassazione al 10 per cento: questa scenderebbe al 5, mentre sulla quota eccedente si verserebbe il 15, quindi comunque meno dell’aliquota marginale Irpef. La flat tax incrementale (su qualsiasi incremento di reddito) sarebbe invece riservata ai lavoratori autonomi in alternativa al regime forfettario, il cui tetto passerà dagli attuali 65 mila a 85 mila euro. E come detto il governo ha aperto all’imposta sostitutiva (la cedolare secca) anche per le locazioni commerciali. Un regime che può avere l’effetto di risollevare la presenza dei negozi nei centri abitati ed infatti è visto con favore oltre che da Confedilizia anche da Confcommercio. Nel 2019 era stato sperimentato, solo per un anno, con un prelievo del 21%. In tema di infrastrutture sarà riattivata la società Stretto di Messina Spa (attualmente in liquidazione).

LA MANIFATTURA

Alle misure al di fuori del capitolo energia dovrebbero andare 8-10 miliardi. Gli altri 21 circa serviranno per misure più strutturali di contrasto al caro-bollette. Sul tema ieri è tornato il presidente di Confindustria Bonomi, per ricordare che «la bolletta energetica della manifattura nel 2019 era 8 miliardi quest’anno è stimata in 110 miliardi».
 

FLAT TAX – Imposta del 15% con ricavi fino a 85 mila euro

La flat tax, nel senso di regime forfettario per le partite Iva, sarà estesa come previsto nel programma elettorale del centro-destra. Ma non fino ai 100 mila che sono l’obiettivo finale: dagli attuali 65 mila si passerà invece a 85 mila, una sorta di passaggio intermedio. Per chi ha compensi o ricavi entro questa soglia scatterà dunque la tassazione del 15% al posto di Irpef e addizionali. Quanto alla cosiddetta flat tax incrementale, ovvero sulla quota di redditi aggiuntiva rispetto a quella del triennio precedente, riguarderà anch’essa il mondo del lavoro autonomo (in alternativa allo stesso regime forfettario) mentre solo in una fase successiva potrà essere estesa i lavoratori dipendenti.

Flat tax incrementale, come funziona. Anche i lavoratori dipendenti potranno pagare in base a un’aliquota fissa (ma solo su una parte degli aumenti di reddito triennali)

CARTELLE – Cancellazione fino a 1.000 euro e -50% fino a 3.000

Due le gambe della nuova «pace fiscale» in arrivo. La prima prevede la cancellazione delle mini-cartelle fino a 1.000 euro e uno sconto del 50% di quelle tra 1.000 e 3.000 euro. Dall’altra, il Mef sta studiando uno strumento cancella-sanzioni chi, pur avendo regolarmente presentato la dichiarazione dei redditi, in questi ultimi anni «non ce l’ha fatta» a versare le tasse per Covid, bollette e difficoltà economiche. Scatterebbe in questo caso una rateizzazione dei pagamenti fiscali non effettuati nel 2022, senza aggravio di interessi e sanzioni. Sui debiti del biennio 2019-2020 prevista soltanto una “mini-multa” del 5%. Nessun aiuto invece per chi ha omesso di presentare la dichiarazione o l’ha falsificata.

CUNEO FISCALE – Subito il taglio di due punti ai dipendenti

Si parte dalla conferma dell’esonero contributivo di due punti già deciso (per la verità in due tappe) dal governo Draghi. Ma in tema di riduzione del cuneo fiscale-contributivo l’obiettivo della nuova maggioranza è più ambizioso: nell’orizzonte della legislatura il taglio arriverà a cinque punti, da dividere tra dipendenti e datori di lavoro in misura di due terzi ed un terzo. Sempre in un arco di tempo non immediato verrà rivista verso l’alto l’attuale soglia, che limita questa misura ai redditi fino a 35 mila euro l’anno. Obiettivo dell’intervento sul cuneo (ovvero imposte e contributi che appesantiscono il costo del lavoro) è incrementare la somma netta percepita dal lavoratore con lo stipendio.

EXTRAPROFITTI – Tassa al 40% inammissibili i ricorsi al Tar

Il Mef sta riscrivendo la tassa sugli extraprofitti per il 2023: l’aliquota passerà dal 25% attuale ad almeno il 33% previsto dal Regolamento Ue. L’ipotesi in corso di valutazione è un’aliquota potrebbe intorno al 40%. Cambierà anche la base imponibile: dalla tassazione del differenziale tra i saldi Iva, quindi del fatturato, si passerà a quella sugli utili, modello Ires. Intanto il Tar del Lazio ha dichiarato inammissibili «per difetto assoluto di giurisdizione» i ricorsi proposti dalle aziende energetiche contro l’atto dell’Agenzia delle Entrate che definiva il versamento del contributo straordinario. Tra le ricorrenti Acea, Engie, Erg, Q8, Tamoil e Ubroker. Mentre l’Eni, che intende versare a novembre la seconda rata (in tutto 1,4 miliardi), ha avviato l’iter per il ricorso alla Corte di giustizia tributaria.

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